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La scultura posta
all'ingresso della scuola
La stele dell'Adda, opera
dello scultore Mario Negri, vuole essere,
secondo le intenzioni dell'autore, un pilone
votivo, un dio-termine.
Egli riprende così la tradizione locale di porre
un elemento emergente a segno di luoghi o
avvenimenti degni di ricordo o di attenzione.
La sensibilità dell'autore ha rielaborato il
ricordo della valle nelle forme plastiche che
gli sono proprie.
Al centro è rappresentato
il fiume Adda con il suo incedere fluido e
corposo, la regina della valle è affiancata
dalle Alpi guardiane solenni ed austere, alle
sue spalle il monte dal quale prende la
sorgente, ai suoi piedi i crinali aridi e
scoscesi che ne imbrigliano il percorso.
Lo scultore ha cercato,
fuori da convenzioni rappresentative, la
valorizzazione del fiume quale linfa della
civiltà contadina e l'ha resa con un'armonia
compositiva musicale; le quattro figure incedono
come in una processione, la loro forza ritmica
le rende interdipendenti facendone un tutto
coerente, ma anche sorprendentemente diverso
secondo il punto di vista.
Per Mario Negri, artista
internazionale, quest'opera ha significato un
affettuoso ritorno alle origini come ben
testimoniano le sue parole: |